La zia Valigia
Andrea ha una zia speciale: è la zia
Annalisa, ma tutti la chiamano "Zia Valigia".
- Sì, sì, lei è sempre in viaggio, con la valigia in
mano.- Spiega Andra al suo amico Pietro. - E' appena
tornata dall'Africa e ha visto un leone! Eccola Zia
Valigia, entra sorridente appoggiando con gran fragore
la valigia in mezzo alla stanza. Ha sentito che Andrea
parla del leone e mostra il lungo dente affilato che le
pende dal collo:
- GRRRR RoaRRRRRR!
Pietro fa un passo indietro e spalanca gli occhi: mai
visto un dente lungo così:
- Ma quello è davvero un dente di leone?
La zia continua il racconto di Andrea:
- Il mese scorso ho visitato la foresta degli orsi
bruni: ne ho incontrato uno grande e grosso, se ne stava
dritto su due zampe…
- Ti voleva mangiare, zia? - Chiede Andrea.
- No voleva ballare con me! - risponde lei allegra
accennando a un passo di danza.
- E poi in quanti altri posti sei stata? - chiede Pietro
che tiene occhi e orecchie bene aperti.
- Sono stata nel paese delle scimmie e loro con un balzo
mi hanno rubato gli occhiali. Pensa, quella volta non
sono più riuscita a riprendermeli, ma la volta seguente
li ho ritrovati legati a una liana con una stanghetta
storta e le lenti ancora intere… incredibile, non è
vero?
I bambini non la perdono di vista un solo istante.
- Poi ho anche cavalcato un elefante nella giungla: il
terreno tremava sotto i suoi piedi, e il baldacchino nel
quale ero seduta si impigliava continuamente ai rami
degli alberi. Ero tutta presa a non cadere tra le enormi
zampe di quell'elefante e non mi sono nemmeno accorta
che abbiamo attraversato un fiume!
Un'altra volta invece ho navigato sul grande mare in
mezzo alle balene. Loro facevano finta di non vederci,
noi sulla nave, e nuotavano dentro e fuori dall'acqua
spruzzando a più non posso.
E poi c'è stata quella volta nel deserto, dentro la mia
tenda si era rifugiato un serpente. Lo avevo scambiato
per un cuscino disegnato! Stavo per sedermici sopra
quando un beduino lo ha agganciato con una lancia e l'ha
portato fuori, sotto al sole cocente.
Naturalmente non posso dimenticare di quando ho dormito
dentro al rifugio tra i ghiacci delle montagne: fuori si
sentivano i lupi ululare, ma al mattino, al sole
tiepido, ho trovato soltanto marmotte. Che i lupi
fossero solo nei miei sogni?
- Forte la tua zia - commenta Pietro contento - ma c'è
un posto che ancora non ha visto?
- Sì - risponde Andrea- non ha mai visto la mia scuola,
e forse nemmeno i giardinetti vicino a casa.
La zia fa una smorfia, si siede sopra la sua valigia e
ascolta in silenzio.
- Zia Valigia non ha tempo, sai, non ha proprio tempo
per stare con me. Non è mai venuta a prendermi a
scuola, non mi ha mai accompagnato ai giardini con la
merenda e il mercoledì pomeriggio non c'è mai per
venire in piscina con me e vedermi fare i tuffi.
La zia se ne sta lì ferma, il gomito puntato sulla
grossa valigia consumata.
E' molto più interessante andare in giro per il mondo
che far merenda ai giardini, questo lo capiscono tutti,
anche Pietro e Andrea.
Ma la Zia Valigia ora si alza in piedi e guarda Andrea
dritto negli occhi:
- Domani non parto più: ti vengo a prendere a scuola e
voglio conoscere la tua maestra. Poi andremo da qualche
parte insieme: che ne dici di un bel giro al parco in
bicicletta?
Andrea non crede alle parole della zia.
- Vuoi dire che non parti più? E la valigia la puoi
lasciare qui?
La zia fa segno di sì con la testa.
Andrea le dà un grosso bacio sulla guancia.
Dopo qualche giorno la zia di Andrea è ancora in città
e viene invitata a scuola con la sua valigia:
LA ZIA ANNALISA CON LA VALIGIA
Racconta dei suoi meravigliosi viaggi.
Ora la zia è davvero speciale, se ne sta lì, in mezzo
al cortile della scuola, con tutti i bambini seduti
intorno.
Lei come una maga apre quella misteriosa valigia e
mostra i suoi tesori:
Ogni oggetto un viaggio lontano, ogni racconto un sogno
per tutti i bambini seduti lì vicino.
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