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I Re gemelli

C'erano una volta due re gemelli: stessa pancia, stessi baffi e stessa corona. Erano proprio identici. 

Avevano due regni vasti come il mare, due eserciti con due generali, due carrozze con due cavalli e due castelli su due colline una di fronte all'altra.

I due re gemelli non si incontravano mai, anzi cercavano di stare sempre lontani. 

Vederli insieme avrebbe voluto dire sentirli litigare fino ai confini dei loro vastissimi regni.

Così passavano tutto il giorno a guardarsi, con il cannocchiale, pieni di rabbia, chissà mai perché...
- Ma guarda un po', il mio gemello ha mangiato un gelato all'amarena grosso come un bastimento! Io so far di meglio... - e rivolto ai suoi servitori - Portatemi subito un dolce al tamarindo!

E l'altro re gemello allora:
- Ma guarda un po', il mio gemello si fa portare un dolce al tamarindo che sembra un isola in mezzo al mare! Io so far di meglio: mangerò un sorbetto di menta e pistacchio.

Mangia che ti rimangia i due re gemelli si erano abbuffati, le loro pance crescevano come cresceva la noia. 
Non facevano altro che guardarsi di nascosto tutto il giorno con il cannocchiale appoggiato sulla pancia.

Un pomeriggio più noioso del solito, uno dei due re uscì dal suo castello e si avviò con la sua carrozza e il suo cavallo per il sentiero che portava al castello del re gemello. 

Arrivato là, però, non trovò nessuno. Il castello era deserto. 
Così se ne tornò più annoiato che mai verso il suo regno. Ma a metà strada scorse sul sentiero il re gemello che gli veniva incontro, sulla carrozza, con il cavallo, le guardie e il generale al seguito. 

-Che cosa fai qui - chiese subito con aria severa.
-Mah, passavo... - rispose l'altro, che poi aggiunse - beh, veramente vengo dal tuo castello, avevo pensato di farti visita, ma tu non c'eri, non ho trovato né te, né la tua carrozza, né il tuo cavallo e men che meno il tuo generale...Solo il tuo cannocchiale se ne stava là in mezzo come una vedetta sempre all'erta. 

Anche l'altro re gemello allora confessò:
-Non c'ero perché ero nel tuo castello, deserto come un cielo senza nuvole... solo il tuo cannocchiale se ne stava là dritto dritto a far la guardia...

I due re allora si guardarono e non dissero altro, scoppiarono a ridere facendosi dondolare la pancia; pian piano anche i generali cominciarono a ridere, anche le guardie e perfino i cavalli fecero un ghigno. 
Fu così, ridendo a crepapelle che i due re si misero un braccio ciascuno sulla spalla e si avviarono per il bosco. 
Da quella sera tornarono a vivere insieme come fratelli, gemelli.