Pupazzi di neve
C'era una volta un omino di neve: si
credeva bello ed elegante. Aveva un cappello di feltro
in testa, gli occhi di bottone e il naso di carota. Un
pomeriggio, mentre si stava facendo ammirare da un
bambino che passava di lì, si accorse che i passanti
guardavano qualcun altro di fianco a lui.
Arrabbiatissimo per l'affronto sbirciò alla sua destra
e vide un altro omino di neve: aveva un cappello di
paglia con due fiori sgualciti e gli occhi di perline e
la bocca di caramella.
- E tu chi sei, chi ti ha fatto proprio qui vicino a me!
- sbottò pieno di stizza. Ma nessuno rispose. - Ehi tu
omino di neve, rispondi! - continuò indignato.
Allora si sentì una vocina che rispondeva:
- Non sono un omino di neve: io sono una donnina di
neve! Mi ha fatto una bambina poco fa!
- No, non è possibile - ribatté lui - non esistono le
donnine di neve. Tu sei un omino di neve come gli altri
che vuole farmi uno scherzo.
- No, no, non vedi che ho un cappello con i fiori, e tu
hai un cappellaccio di feltro scuro? Io ho gli occhi di
perle e tu di bottone...
- Sì, sì, ma sei sempre di neve come me!
- Certo caro, perché siamo della stessa razza. - La
donnina di neve sembrava conoscere tutte le risposte.
- E non chiamarmi caro, che ti conosco appena. - L'omino
di neve rimaneva ostile.
- Tu sbagli, mio caro, insieme siamo più belli che
soli, non vedi i bambini come sono felici di correrci
attorno?
L'omino di neve non poté darle torto, i bimbi giocavano
felici lì vicino e le loro grida erano musica per le
sue orecchie. Così l'omino si arrese e si presentò:
- Beh, piacere, io sono Cristallo, l'omino di neve.
- Piacere, io sono Bianca, la donnina di neve. - Rispose
educatamente lei.
- Sei la prima donnina di neve che conosco... - aggiunse
Cristallo un po' intimidito.
- Anche tu sei il primo omino di neve che conosco, e mi
sembri molto attraente.
Cristallo era contento di ricevere complimenti e si
accorse che riceverli da una donnina di neve era ancora
più bello che sentirli dai passanti. Così prese il
respiro e le chiese tutto d'un fiato:
- Bianca, mi vuoi sposare?
La donnina rimase un po' sorpresa, ma rispose
dolcemente:
- Non so se i pupazzi di neve si possono sposare...
- Certo che possono - ribatté sicuro Cristallo - se no
perché mai esisterebbero omini e donnine di neve come
noi?
Bianca non poteva contraddirlo, e poi già sentiva il
naso che le colava al sole: si stava sciogliendo e non
voleva rimanere sola in quel momento terribile.
I due pupazzi si guardarono negli occhi e sorrisero con
il cuore. Così diventarono marito e moglie e vissero
insieme per pochi giorni. Ma furono giorni bellissimi,
perché il sole li avvicinava sempre più, fino a
squagliarli insieme in una limpida piccola pozzanghera,
con la promessa di farli tornare l'inverno successivo,
come tutti i pupazzi di neve che si rispettino.
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