L'orchestra di papā
Nel pianoforte di papā succedono
cose strane.
Apri il coperchio e guarda:
sembra che oggi ci sia battaglia!
Ehi tu! Veronica, corri, corri a sentire papā che
suona.
Veronica si avvicina al pianoforte.
Il coperchio č sollevato e sembra l'ala di un uccello
nero che si posa su di lei! E dentro che succede?
Martelletti contro corde.
L'esercito dei martelletti sembra il pių forte, ma le
corde sono come archi sottili e vibranti. Ti colpiscono
dentro.
E alla fine i piccoli martelli restano lė fermi,
sfiniti, adagiati sulle corde che vibrano ancora: sono
contente di aver vinto.
Veronica sta ascoltando il suo papā e intanto guarda
dentro al pianoforte come se sbirciasse dentro a un
grande pentolone che ribolle sul fuoco.
Papā ora ha finito di suonare e si alza in piedi.
- Che succede lā dentro? - le chiede ammiccando.
- Pių niente - risponde Veronica alzando lo sguardo. -
Ma prima sembrava una bufera.
- Ma come? Non ti č piaciuta la mia musica?- chiede papā
con la faccia triste.
- No! - risponde decisa Veronica, che strabuzza anche un
poco gli occhi. - Troppi colpi sui tasti, troppi calci
sulle corde, troppe botte ai martelletti. Scommetto che
tutti lā dentro si sono fatti male.
Papā ride
- Ah, ho capito. Allora vuoi una musica pių dolce?
E la invita a sedersi poco pių in lā, sopra un vecchio
sofā.
- Ora ti faccio sentire: drizza le orecchie!
Le dita di papā danzano e saltano tra corde misteriose.
- Bello? - le chiede papā.
-Sė, meglio
.
- Che risposta č? Non sei ancora soddisfatta? Questa č
un'arpa, bambina mia! Lo strumento degli dei.
- MhMMMMM
- Veronica non sa decidersi.
- Sta a sentire qui allora!
Papā apre una piccola credenza nell'angolo e prende un
altro strumento da un astuccio nero.
Veronica non sa che cos'č, ma le sembra di vedere un
animaletto del bosco: con una lunga coda a ricciolo.
Veronica sa che non puō essere un vero animale, ma dice
ugualmente a papā:
- E' uno scoiattolo sdraiato a pancia sotto! Scommetto
che gli tirerai la coda.
Papā ride divertito e decide di stare al gioco:
- Sė, gli tiro la coda e gli gratto la pancia.
Papā lo impugna e lo suona: č un violino.
Veronica ride:
- Pių forte! Pių forte!
Papā suona un allegro-vivace.
- Basta! Ora basta! - Veronica si tappa le orecchie.
- Vuoi dire che non ti piace nemmeno il violino?
- Povero scoiattolo/violino
E' tutto quello che Veronica riesce a dire.
Papā non si dā per vinto e fa segno alla bambina di
aprire un altro astuccio nero. Questo č stretto stretto
e lungo, lungo.
- Brrrrr
qui dentro che c'č? Un serpente?
- No! Non proprio, ma ci sei andata vicino
Questo č
un flauto e qualcuno, in un paese lontano, lo sa usare
per ammaestrare serpenti.
- Fammi vedere! - Veronica sembra davvero incuriosita.
Papā suona una musica dolce e corposa. Veronica sorride
e osserva le sue dita che danzano leggere
poi sospira
ed esclama:
- No! No, cosė non va. Cosė mi addormento come un
serpente ammaestrato!
Papā ripone il flauto:
- Sei incontentabile!
- Proviamo con questo! E' un trombone. L'hai mai
sentito?
- Sembra il vento di tramontana.
Veronica chiude gli occhi e le sembra di vedere le
nuvole nere di un temporale in arrivo. Poi sente le
prime gocce di pioggia sul suo viso e il vento che
continua a soffiare
- Papā, questa č una tempesta! Qualcuno la deve
fermare! Altrimenti naufragheremo sopra un'isola
deserta.
- Ce l'hai uno strumento grande? Grande come la zattera
di Robinson?
- Mhmmm!Vediamo un po'
- papā non fa che aprire una
porta ed ecco che se ne esce con un enorme
- Orso bruno! E' un orso, non č una zattera! - veronica
č eccitata: - e adesso che cosa succede?
- Stai a sentire. Provo a farlo cantare. Lui canta dalla
pancia. Papā si mette in posizione:
DUM DUM DUM
Il suono č buio e profondo. Veronica si nasconde dietro
la porta.
- Che fai? Non avrai forse paura del contrabbasso/orso
bruno?
- Lascialo andare, papā! Gli orsi bruni non sanno
placare le tempeste, si perdono tra le onde.
Papā sorride ancora.
- Hai ragione! Visto che si tratta di onde
forse
conosco il modo per farle danzare. E il movimento le
renderā gentili.
Papā torna dietro la porta e sbuca di nuovo fuori con
un
- Una lucertola luccicante- esclama Veronica contenta. -
Le lucertole non sanno ballare
e nemmeno nuotare tra
le onde, credo
- Stai a sentire: č un sax.
- Bel nome per una lucertola! -Veronica si siede
soddisfatta.
Il sax/lucertola č allegro e Veronica salta tra le
onde.
Le dita di papā non si stancano mai. Poi perō sembra
che la musica diventi sempre uguale e Veronica si sdraia
sul tappeto. Solo le dita della sua mano seguono il
ritmo di papā.
- Cambia musica, ti prego
- sussurra lei perdendosi
nelle onde.
- Ecco Ecco allora ho uno strumento salvatore
ha un
nome che giā sembra una canzone: si chiama oboe.
Il suo suono č dolce e forte allo stesso tempo: ti
trasporta, ti solleva
Veronica si sente come approdata in un sogno: una fata
con le ali brillanti la avvicina al ritmo dell'oboe.
- Chi sei? - Chiede la bambina.
- Sono Ofelia. Ho due ali staccabili e un letto su una
nuvola. Ma non faccio che sbuffare.
- Non mi sembra poi tanto male poter volare e dormire
sopra una nuvola.
- Sė, ma qui non c'č nessuno
- C'č la musica - Veronica fa una giravolta e Ofelia,
dietro di lei, fa lo stesso.
- Ehi, che succede?
Cambia la musica.
Papā si č seduto in mezzo a una montagna di strumenti.
- Vieni, vieni anche tu, batti batti e segui il ritmo,
poi la musica ti uscirā dal cuore. Questo č il posto
giusto per te!
Veronica č spaventata a morte e timidamente sussurra
- Non ne sono sicura
Allora papā comprende, la prende per mano e la conduce
di lā, in camera sua.
- Ti aspetto questa sera, bambina mia, stesso posto,
stessa ora. La musica che incontrerai sarā
meravigliosa.
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