Mamma cicogna
C'era un tempo in cui i cuccioli
della foresta venivano consegnati alla loro mamma da una
cicogna. Tutti la chiamavano Mamma Cicogna. E quando
arrivava la primavera aveva molto da fare nella foresta.
Un giorno però qualcosa andò storto.
Tutte le mamme erano in gran subbuglio: Mamma Cicogna
aveva appena finito il suo giro di consegne, quando si
sentì sussurrare tra le fronde di un'acacia:
- Non sapevo che i cuccioli di elefante avessero tanti
denti... - era mamma elefante che guardava il suo
piccolo appena arrivato. Quello non era un elefantino
appena nato, ma uno splendido cucciolo di coccodrillo!
Poco più in là, vicino al fiume si udì di nuovo
parlare:
- Guardate come salta agile il mio piccolino! -
meravigliata mamma ippopotamo mostrava un cucciolo di
zebra.
E poi vicino alla radura si sentì ancora:
- Come mangia di gusto, e che artigli questo cucciolo! -
mamma giraffa osservava amorevole il cucciolo di leone
che le era stato appena consegnato.
Il re della foresta, si arrabbiò moltissimo, quel
cucciolo di leone doveva essere il suo!
- Chiamate subito Mamma Cicogna, ci riuniamo alla radura
e metteremo fine a tutta questa confusione! - ordinò
con il suo terribile ruggito.
Mamma Cicogna si presentò timorosa davanti a tutti gli
animali e Leone, il re, cominciò severo:
- Che cos'hai da dire per giustificare questo pasticcio?
E la cicogna cominciò:
- Sono un po' stanca. - E poi continuò - sapete, quando
i piccoli sono lì, tutti insieme, piangono, stridono,
si azzuffano, hanno freddo, hanno fame... non è facile
tenerli a bada, e poi consegnarli... - e con la voce
ancora più mesta confessò alla fine - e poi sono così
triste: per fare questo lavoro sono costretta a lasciare
i miei piccoli lassù, al Nord, in un paese lontano.
A quelle parole, ogni mamma che l'ascoltava si commosse
e mamma leonessa convinse il re a perdonarla e a
lasciarla subito partire.
Fu proprio da quel giorno che Mamma Cicogna non consegnò
più i cuccioli degli altri animali, ma tornò felice
dai suoi piccoli. E così fecero in seguito tutte le
altre cicogne.
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