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L'ingarbuglio di magia

C’era una volta una giovane strega di nome Satanassa. Aveva appena finito il corso di incantesimi e si mise seduta in salotto per sperimentare le sue magie.
In verità era una strega pasticciona, perfino la strega maestra, al corso, le aveva consigliato di ripeterlo una seconda volta:
- Così ti sentirai più sicura – le aveva detto, per non offenderla.
Ma Satanassa era cocciuta.
- Non mi è mai piaciuto essere ripetente! Ce la farò da sola.– Bofonchiava tra sé, mentre cercava un incantesimo nel suo librone di scuola.
- Ecco, ecco, questo è proprio quello che ci vuole. Trasformerò quello scarafaggio in gufo.
Uno scarafaggio, infatti, stava passeggiando proprio dinnanzi ai suoi piedi e sicuramente nessuno lo aveva avvisato che quello era un luogo pericoloso, e nessuno gli aveva nemmeno detto quanto piacciono i gufi alle streghe!
Anche Satanassa voleva avere il suo gufo personale, quindi non perse tempo, afferrò la bacchetta magica e pronunciò la formula.
Peccato però che non si accorse di avere in mano la bacchetta al contrario, così la scintilla della formula magica usci dalla punta verso il basso e finì sui suoi piedi. Satanassa era diventata un gufo in men che non si dica.
Arrivò in suo aiuto una lontana cugina: la strega Guglielma. Anche lei aveva frequentato il corso con Satanassa e anche lei voleva fare un po’ di pratica. Quale migliore occasione di questa? Si leccò i baffi, consultò il libro che trovò aperto sul tavolo e disse:
- Niente paura, cugina, ora ti rimetto a posto io.
Purtroppo Guglielma non sapeva di avere una bacchetta turbo, che va usata con molte precauzioni. La turbo ha due punte ed è in grado di lanciare doppie magie, ma tutto questo Guglielma non lo aveva ancora studiato. Formulò le parole magiche e notò la doppia scintilla…. Pensò che fosse semplicemente una formula più efficace. Invece…
Lo scarafaggio era scappato da un po’ dal tappeto, ma al suo posto era arrivato un ragno. Ignaro di tutto, il ragno divenne una strega e il gufo divenne un ragno. Solo che la strega non era Satanassa, ma Furbiglia, una matta che si credeva la più furba del bosco. Fu lei a fare subito la sua magia pronunciando la formula:
GULIN GULIN
RODON DIN
ANDATE TUTTI 
NEL CAMIN!
Streghe, gufi e ragni si affollarono nel camino e la furba strega li trasformò tutti in topolini dalla coda lunga. Ma erano così tanti quei topi, che cominciarono a correre per tutta la stanza. Alcuni si misero perfino a rosicchiare il tappeto e i calzini di Furbiglia. 
Furbiglia soffriva molto il solletico, soprattutto ai piedi, così cominciò a ridere, ridere ridere finché perse l’equilibrio, inciampò in una coda di topo e cadde a terra. Anche la bacchetta magica che teneva in mano cadde e rimbalzò proprio addosso a lei invertendo la magia appena fatta.
Nel tempo di una scintilla topi, ragni, scarafaggi e gufi scomparirono e Satanassa e Guglielma si ritrovarono abbracciate, sedute sul tappeto davanti al camino.
Quando finalmente ripresero la parola si guardarono in faccia e scoppiarono in una gran risata:
- Ci è andata bene, ma sarà meglio tornare al corso di incantesimi!