Nel giardino del Re
Eugenio passeggiava tutte le mattine
nel giardino del re. Non c’era un altro bambino
fortunato come lui… Il suo papà era uno dei
giardinieri reali e lo lasciava qualche minuto a
sbirciare attorno prima di andare a scuola. Il verità
il papà sperava che prima o poi Eugenio sentisse il
desiderio di diventare un giardiniere come lui.
Il giardino del re era un luogo davvero incredibile. Le
piante erano tante e tutte diverse: ognuna aveva un
profumo particolare e i fiori sembravano ballerine
colorate accompagnate dal vento. Ma quel che più
piaceva a Eugenio era che ogni pianta aveva il suo
verde. Ne aveva contati trentatré. Trentatré verdi uno
diverso dall’altro se ne stavano il fila attorno a
lui. Impossibile dare un nome a tutti!
Spesso chiedeva a papà:
- E il re viene qualche volta qui a vedere? – era
davvero curioso.
- Viene, viene, ma non posso parlare di lui… ho
promesso, quando ho accettato questo lavoro. Non si
chiacchiera a proposito del re…
Eugenio non aveva mai visto il re da vicino e pensava
che forse, solo lui potesse conoscere i nomi di tutti i
verdi del suo giardino, ma si rassegnò all’idea di
non poterglielo mai chiedere.
Una delle solite mattine, si stava avvicinando alla sua
pianta preferita,quella con le foglie chiare e pelose
vicino all’aiuola delle farfalle, quando notò un
grosso sedere a quadretti che ondeggiava nell’aiuola
- Ehi, buongiorno, e tu chi sei? – gli batté con un
dito sul didietro contento di aver incontrato qualcuno.
- Ohibò, chi va là? – il sederone si drizzò e sopra
di lui comparve una pancia tonda, stretta tra due
bretelle e un faccione con la barba e gli occhi di
velluto.
- Ciao – continuò il bambino sorridendo – io sono
Eugenio e scommetto che tu sei il nuovo giardiniere, papà
mi ha detto che dovevi arrivare…che bella barba che
hai, dicono che anche il nostro re ce l’abbia, ma a
dir la verità io non l’ho mai visto, solo qualche
foto sbiadita sul giornale.
- Ah, si!? – fece il grassone accarezzandosi la barba
orgoglioso - bhé, non saprei…
- Non importa – tagliò corto Eugenio, che si era
accorto di aver parlato un po’ troppo. Che cosa stai
facendo?
- Sto lucidando le foglie di questi anemoni, vedi,
soffrono un poco il solletico, ma poi saranno contenti.
- Così il loro verde scuro risalterà meglio. –
Eugenio era contento di vedere un giardiniere che
pensava alle foglie e non solo ai fiori.
- Questo è il verde buio, ma se riesco a lucidarlo come
si deve sembrerà quasi un verde sciroppo.
- Wow, vuoi dire che tu conosci i nomi dei verdi? –
Eugenio non credeva alle sue orecchie.
L’uomo sorrise e gli mostrò una foglia verde
allegria, un’altra verde caramella e un’altra ancora
verde sogno agitato.
Alla fine Eugenio era così eccitato che non poté fare
a meno di correre da papà :
- E’ fantastico il nuovo giardiniere!
- Quale nuovo giardiniere - papà alzò la testa .
- Quello là, con i calzoni a quadretti e una foglia
verde sinfonia tra le mani.
Il papà uscì dal cespuglio dive stava lavorando e
impallidì per la vergogna.
- Sei andato a importunare quel…
- Mi ha insegnato tante cose, lui conosce i nomi di
tutti i verdi del giardino.
Il grassone si accorse che stavano discutendo di lui e
si avvicinò sorridendo.
- Lo scusi tanto, maestà, mio figlio non sapeva… - e
si inchinò ossequiosamente.
Eugenio non capì:
- Maestà? Ma allora tu sei….
- Io sono un giardiniere – lo interruppe subito lui
– e finalmente ho trovato qualcuno a cui piacciono
tanto le foglie.
Da allora Eugenio la mattina se ne stava accanto al re
giardiniere a conversare di verde paura, verde mal di
pancia, verde corsa a piedi nudi, verde pallina di
zucchero, verde pizzico di cavalletta, verde bacio di
strega, verde schiena di drago…
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