Il folletto goloso
Oreste era un folletto goloso: non
faceva che andarsene per il bosco a cercare squisitezze
da assaggiare. Una ghianda croccante di qua, un mirtillo
sugoso di là... Ma a furia di mangiare, un giorno si
accorse che il panciotto gli stringeva.
Proprio quel pomeriggio, dopo aver assaggiato una
nocciola tonda e morbida, il primo bottone saltò.
Il giorno dopo, Oreste era sul ramo di un pruno e sentì
cadere anche il secondo bottone, e poi il terzo e il
quarto. Ohibò! Il panciotto si era aperto e ora pendeva
molle ai lati della sua pancia rotonda.
-Così prenderò freddo! - si preoccupò il folletto, e
nel scendere dal ramo con la bocca piena, saltarono
anche i bottoni delle bretelle. Oreste era rimasto in
mutande!
-Oh povero me, ho mangiato troppo e non entro più nei
miei vestiti! E adesso come faccio? - si lamentava e
piagnucolava tirando su col naso.
Passò di lì una farfalla, lo sentì piangere e si fermò:
-Che cosa c'è povero folletto? - chiese cortese
sbattendo le ali.
Oreste spiegò alla farfalla che doveva trovare vestiti
più comodi perché era stato troppo goloso e la sua
pancia era diventata troppo tonda.
-Ci penso io! - disse la farfalla, che gli infilò per
la testa un meraviglioso calice di campanula.
Era morbido e profumato, Oreste ci si sentiva così
bene...
Passò di lì anche il folletto Ignazio con suo cugino
Baldino, e tutti e due vollero vestirsi come Oreste. La
farfalla li accontentò sorridendo.
Da quel giorno tutti i folletti del bosco si vestirono
di campanule, e Oreste, che era stato il primo,
sentendosi così importante e ammirato, in mezzo ai suoi
compagni, si dimenticò perfino di mangiare!
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